Il JLPT: cos’è e a cosa serve
Cos’è
Il JLPT (Japanese Language Proficiency Test), in giapponese 日本語能力試験 Nihongo Nouryoku Shiken, è l’esame che attesta la conoscenza della lingua giapponese per i non nativi giapponesi.

In questo e nei prossimi articoli vi darò un po’ di informazioni e consigli su come affrontare l’esame. Per le notizie più recenti, fate riferimento al sito ufficiale in lingua inglese che è https://jlpt.jp/e/
Quando e dove
L’esame si tiene contemporaneamente in tutto il mondo. In Giappone si svolge due volte all’anno, in luglio e dicembre, mentre negli altri Paesi può essere una o due volte all’anno.
In Italia purtroppo viene tenuto solo una volta all’anno, la prima domenica di dicembre. Le città in cui si può fare l’esame sono Roma, Milano e Venezia.
Non ci sono requisiti per farlo (ad esempio un età minima), ma dovete stare attenti perchè è a numero chiuso, quindi se arrivate tardi a iscrivervi (di solito l’iscrizione apre nei primi giorni di settembre) potreste non trovare più posto.
Il costo per sostenere l’esame si aggira attorno ai 50€, da pagare all’iscrizione e che, in caso di annullamento o assenza all’esame, non vi verranno rimborsati.
Perchè fare il jlpt
Sostenere il JLPT non è obbligatorio, ma potrebbe esservi utile nei seguenti casi:
- se volete lavorare in Giappone
Chi aspira a vivere e lavorare in Giappone deve tenere conto che molte aziende, anche se disposte ad assumere stranieri (cosa assolutamente non scontata lì), possono richiedere l’attestato del JLPT, di solito almeno di livello N2. - se volete andare all’università in Giappone
Lo stesso discorso vale anche per l’università: per iscriversi a un corso di laurea in un’università giapponese può essere richiesto di avere un determinato livello di giapponese, dimostrabile con l’attestato del JLPT. - se volete darvi un obiettivo
Dire “da oggi studio giapponese” è un bellissimo proposito, ma vuol dire tutto e niente.
A che livello volete arrivare? Vi basta saper interagire un minimo come turista o volete poter vedere gli anime senza i sottotitoli? Oppure volete arrivare a parlare in modo fluente?
Scegliere il livello a cui arrivare vi da un obiettivo, il cui risultato è quantificabile (passo o non passo il test) ed è dimostrabile (ho il certificato). - se volete spezzettarvi il lavoro
Fare il JLPT vi aiuta a procedere per passi: che studiate da autodidatta o con un insegnante, procedere con l’obiettivo di passare un determinato livello vi aiuta a capire a che punto siete, cosa avete fatto finora e cosa vi manca. Inoltre vi fa spezzettare il lavoro, così da non vedere lo studio di questa lingua come una montagna insormontabile.
Pensate anche solo ai kanji: studiare i circa 100 kanji del N5 è qualcosa di fattibile, si fa un po’ di fatica all’inizio, certo, ma si può fare. Puntare da subito ai 2000 e passa kanji del jouyou potrebbe essere decisamente difficile e alla lunga demotivante. Della serie, anche se il mio obiettivo finale è fare una maratona, la prima settimana di allenamento punto a correre una mezz’oretta ogni giorno. - se siete poco disciplinati o procrastinatori
Non siamo superman. La vita è dura, il lavoro vi drena mentalmente e arrivati a casa a fine giornata c’è la cena da preparare, la cucina da pulire, la lavatrice da fare… oppure salta fuori l’amico che vi tenta con un aperitivo che puntualmente diventerà cena e poi serata fuori fino a tardi.
Che siano faccende o occasioni piacevoli, che siate studenti, lavoratori, genitori ecc, anche se siete motivati, non è sempre facile dire “ok, adesso mi metto sotto”. In questi casi, avere una scadenza come quella dell’esame vi può aiutare a farvi venire un po’ di strizza e darvi la spinta a impegnarvi. Ve lo dice una che per costringersi a studiare, almeno all’inizio, ha aperto un sito per avere la scadenza dell’articolo settimanale ^.^’
Se invece siete disciplinati nello studio o non avete particolari necessità di avere un attestato, allora sostenere il JLPT non vi serve.
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