Il viaggio
Partite con l’idea che se non siete milionari e vi prendete biglietti di prima classe, il viaggio sarà una sfacchinata. Sono ore e ore di volo, di solito con almeno un cambio. All’arrivo vi sentirete un po’ uno schifo, stanchi e totalmente sfasati dal jet lag. O almeno questo capita a me, forse perché non ho più vent’anni (no, non sono vecchia ma a volte mi ci sento davvero).
Gli aeroporti però hanno un fascino particolare: li ho sempre visti come un luogo dove non bisogna stupirsi di nulla e dove tutto (o quasi) è concesso. Tra il fatto che ci sono persone da tutti i Paesi del mondo, con usanze e abitudini diverse, e il fatto che si è tutti stanchi e un po’ intontiti, non è strano vedere gente che dorme per terra come vagabondi mentre a fianco una squadra di non so quale sport improvvisa un balletto per tik tok. Una volta mi è anche capitato di vedere nel bagno delle donne due signore anziane sedute sul bancone che si lavavano i piedi nel lavello.
Insomma, bisogna prenderla un po’ come viene e non farsi troppe domande.
Se durante il volo riuscite a dormire, siete il mio idolo. Io le altre volte che sono andata in Giappone almeno 2-3 ore ce l’avevo fatta, ma stavolta, complici gli orari, non ho chiuso occhio e ho fatto il dritto. Gli appunti per questo articolo li ho scritti in appartamento all’una di notte, visto che ero sveglissima e non riuscivo a dormire (mannaggia al jet lag).
Per fortuna ho avuto un paio di giorni prima di iniziare la scuola, così ho fatto in tempo a riprendermi.
Tornando a noi, volevo parlarvi dei controlli che vi fanno quando arrivate all’aeroporto di destinazione, nel mio caso a Osaka. Premetto che le cose sono sempre in evoluzione: già da agosto 2023 (ultimo mio viaggio in Giappone) a gennaio 2025 qualcosina è cambiato. Non vorrete mica che sia troppo facile, no?
Vi descrivo quindi l’iter che ho visto io, ma, per i motivi appena detti, prendetelo con le pinze. Considerate che, a meno che non siate Bolt, vi servirà un’oretta da quando scendete dall’aereo a quando effettivamente uscite dall’aeroporto. C’è abbastanza da camminare e un sacco di controlli da passare e per cui stare in fila.
Scesa dall’aereo, ho seguito il flusso di persone e, dopo aver camminato un po’, sono salita sulla navetta che porta al terminal principale. Ho seguito il percorso dedicato a chi ha il passaporto non giapponese, energicamente indicato da un vecchietto con giubbetto arancione fluo, e sono arrivata alla prima coda, dopo la quale mi hanno scansionato il passaporto, fatta una foto e preso le impronte digitali.
Altra coda e poi si passa da un casello con un dipendente che ti guarda il passaporto e ti chiede il QR code (quello che ottenete dal sito o dall’app Visit Japan). Il tizio era anche simpatico, mi ha guardato più volte il passaporto e, dopo aver visto che questo era il mio quarto timbro per il Giappone, mi ha chiesto cosa ci facessi lì. Gli ho detto che sarei stata qua 3 mesi per studiare giapponese e ha fatto un’espressione tra lo stupito e l’orgoglioso. Insomma ho beccato un patriota. Comunque lui mi parlava in inglese, forse per essere gentile, e io rispondevo in giapponese. Ah, mettetevela via che al di fuori dell’aeroporto l’inglese non è sempre garantito.
Messo il timbro, mi ha fatto andare avanti e ho camminato per un altro po’ fino a dove si ritirano i bagagli. Ok che dopo le ore di volo ero stanchissima, ma sono stata 15 minuti a fissare il nastro trasportatore per aspettare la valigia e non capivo perchè non arrivava. Si vede che avevo la faccia di una che stava soffrendo, perché poi un addetto mi ha chiesto da dove arrivavo e di fargli vedere il biglietto: è venuto fuori che ero nel punto sbagliato, perchè voli da Tapei (dove avevo fatto scalo) a Osaka e con l’orario simile ce n’era più di uno. E ti pareva…
Trovato il nastro giusto e recuperata la valigia, mancava solo l’ultimo controllo: con lo stesso QR code di prima, sono andata alle macchinette dove viene richiesto di nuovo di scansionare il passaporto.
Se non avete il QR code, cioè se non avete compilato tutti i dati sul sito o sull’app Visit Japan, sia dove c’è il casello con l’omino che qui potete compilare a mano un format cartaceo con tutti i vostri dati. Ci metterete un’infitità di tempo in più e avrete un’altra coda da fare (se avete il cartaceo, in questo ultimo controllo al posto della macchinetta c’è un altro casello con un addetto) ma è comunque possibile.

Finalmente uscita dai tutti i controlli, vado al tourist information center e qui prendo la sim che avevo ordinato e il biglietto del bus per andare in città. La commessa è stata super disponibile, gli ho spiegato dove volevo arrivare e, invece che il treno, avendo 2 valigie, mi ha consigliato il bus limousine. Effettivamente è stato molto comodo: la fermata è appena fuori dall’aeroporto, lì ti danno un biglietto per ogni bagaglio che hai, così sanno a chi corrisponde cosa, e in 50 minuti mi hanno portato dall’aeroporto alla stazione JR Nanba, che ho scoperto si chiama anche OCAT (Osaka city air terminal). Anche il prezzo è ottimo, 1300 yen (circa 8€).

Ovviamente sfiga vuole che, arrivata in stazione, pioveva. Per fortuna non forte, era solo una pioggerellina, ma con lo zaino e due valigie non avevo mani sufficienti per tenere aperto l’ombrello per cui un po’ mi sono inzuppata. Almeno l’appartamento era a soli 5 minuti di distanza, per cui non è stato così drammatico.
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Ciao Roberta,
in bocca al lupo per il tuo viaggio!
Aspettiamo con ansia i tuoi aggiornamenti costanti e, naturalmente, grazie per continuare ad aggiornare le lezioni.
Divertiti e facci sapere!
P.S. se potessi sarebbe bello che inserissi le date anche agli aggiornamenti del tuo viaggio, così quando ti leggiamo sappiamo a che periodo risale!
Bello leggere la tua esperienza! Visto che sei amante della buona cucina, sarebbe bello leggere le tue esperienze sui piatti che più ti hanno colpito.
Buon viaggio!
Ciao Samuele!
Da buona italiana come faccio a non adorare il cibo?
Infatti ho appena scritto un paio di articoli, uno sullo shabu shabu e uno sull’okonomiyaki. Per altri piatti c’è invece la sezione piatti tipici, sotto cucina.
Grazie del commento