L’okonomiyaki
Uno dei cibi più famosi e buoni qui ad Osaka è l’okonomiyaki: una specie di pancake salato in cui si possono metter tutti gli ingredienti che si vuole. Il nome お好み焼き okonomiyaki vuol dire proprio questo: okonomi = tutto quello che piace (dal verbo konomu 好む) + 焼き = yaki cioè alla griglia.

Gli ingredienti base sono una pastella fatta da uovo, brodo dashi e farina, a cui poi si aggiunge il cavolo tagliato fine. Dopo è il momento degli ingredienti che più ci piacciono: la scelta più comune è la carne di maiale, ma spesso si trova anche con i frutti di mare o anche un mix tra carne e pesce.
I ristoranti specializzati in okonomiyaki hanno i tavoli con una piastra in mezzo chiamata teppan.
Nella maggior parte dei posti vi portano una ciotola con gli ingredienti da mischiare e poi dovete farvi voi l’okonomiyaki cuocendolo sulla piastra, ma se non siete capaci potete tranquillamente chiedere al cameriere di farlo al posto vostro.
A volte invece vi portano l’okonomiyaki già fatto (lo fanno in cucina e poi ve lo mettono sulla piastra solo per tenerlo caldo) e dovete solo condirlo: sopra infatti ci vanno maionese e salsa okonomiyaki, opzionalmente anche katsuobushi (tonnetto essiccato e sfogliato) e aonori (alga in pezzetti piccolissimi, tipo spezia per capirci). Il katsuobushi, essendo supersottile, col calore si muove dando l’illusione che sia vivo.


Per cucinare l’okonomiyaki ci sono delle palette chiamate hera. Quando è pronto, si usano le palette per dividere l’okonomiyaki in pezzi più piccoli, da mettere poi nel proprio piattino e mangiare con le bacchette, mentre il resto rimane al caldo sulla piastra.
Quello che ho descritto è l’okonomiyaki di Osaka, ma ne esiste un’altra versione famosa che è quella di Hiroshima: questa come ingredienti ha anche gli yakisoba o gli udon. La foto sotto non è granchè (avevo fame e mi sono ricordata di farla solo dopo aver già attaccato l’okonomiyaki), ma rende l’idea.

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Uno sforzo non da poco avere rimandato l’assaggio a dopo la fotografia. Grazie mille!