Cosa mi ha spinto a farlo
皆さん、お早う!
Come promesso, apro una nuova sezione su LdG per parlarvi della mia esperienza in Giappone, il mio mini erasmus autorganizzato, che è iniziato da appena un paio di settimane. Oggi vi spiego perchè ho deciso di farlo.
Fino ad ora sono stata in Giappone 3 volte, ma solo per turismo. La prima volta è stata nel 2016 e mi sono da subito innamorata di questo Paese. Ho visto cose meravigliose e mi sono divertita un sacco, così tanto che poi mi è partita la fissa e, dopo un po’ di tempo che ci rimuginavo, ho iniziato a studiare giapponese da autodidatta.
Badate che in quel periodo avevo già finito l’università e stavo lavorando, quindi avevo mille cose per la testa, nonché dubbi: pensavo sarebbe stata una passione momentanea, il capriccio del momento, anche se poi si è rivelata essere abbastanza duratura; in fondo sono ancora qui, no?
All’inizio ho avuto un po’ di difficoltà: da autodidatta non trovavo grandi risorse per imparare, almeno non libri in italiano. Per fortuna che con l’inglese me la cavo abbastanza bene, per cui ho iniziato a studiare da libri rivolti al pubblico anglosassone e americano e, avendo molta più scelta, ho trovato quelli che facevano per me.
Perché mi sono incaponita a studiare da autodidatta e non ho frequentato un corso? Semplice scelta personale: lavorando e vivendo per conto mio, non avevo molti soldi da parte e il tempo era quello che era, per cui pagare solo per i libri e avere orari flessibili funzionava meglio per me. In più, metteteci che di mio sono abbastanza testarda, mi ero messa in testa l’idea di potercela fare da sola e, una volta che la convinzione ha messo radici, non c’è stato più nulla da fare, il mio destino era segnato. In fondo dopo essere sopravvissuta a ingegneria, è tutto in discesa, no? (spoiler: proprio no). Ovvio che se siete nella situazione di poter seguire un corso e avere un insegnante che vi spiega le cose è tutto più facile.
Nell’agosto del 2019 mi è bazzicata un’idea: perché non aprire un blog?
In fondo, se io avevo avuto tante difficoltà a iniziare, o meglio, a capire come studiare giapponese senza un insegnante, probabilmente c’erano altre persone nella mia stessa situazione. Per cui ho iniziato a lavorarci e a gennaio 2020 è nato questo sito.
In questi anni sono stata in Giappone altre volte, ma sempre solo per turismo. Tutto bellissimo ed emozionante, ma mi sono sempre chiesta com’è la vita “normale”, quella di tutti i giorni. In più mi sono trovata in un punto nel mio percorso di studio in cui la motivazione stava calando e avevo bisogno di un cambiamento. Ecco che, quando stavo cambiando lavoro e ho fatto un colloquio per un posto a tempo determinato mi è venuta l’idea: perché non incastrare tra la fine del contratto nuovo e l’inizio di quello successivo una pausa per fare qualche mese in Giappone? Scegliere volontariamente di passare da un contratto indeterminato a uno determinato ha fatto rizzare i capelli ai miei, che tanto amano la routine e la stabilità. Ma sinceramente, mi sono detta ora o mai più.
E dopo un bel po’ di scelte e un po’ di preparazione, sono qui a scrivervi in un pigro sabato mattina a Osaka, mentre mi mangio un dolcetto ripieno di anko e sorseggio il tè. In fondo è andato tutto bene.
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