Le buone maniere in metro
Paese che vai, usanza che trovi. Si sa, quando si va in un altro Paese bisogna rispettarne le regole. Spesso diamo per scontato che siano le stesse che da noi, a volte sbagliando. Lasciare il posto agli anziani o alle donne incinte? Certo, ma non solo. L’articolo di oggi è dedicato al comportamento da tenere in metro o nelle stazioni dei treni.
La foto sotto, che ho fatto durante una delle mie tante corse in metro, riassume un po’ cosa fare o non fare dentro il vagone.

- Non mangiare o bere: si rischia di sporcare gli altri o l’ambiente circostante
Questo non vale per i treni: famoso è l’ekiben, il bento da comprare in stazione e mangiare sul treno - Non lasciare in giro immondizia
- Non occupare più di un posto, questo vale sia con i bagagli che per la propria persona. A volte in Italia si vedono ragazzi con le gambe divaricate spaparanzati come fossero sul divano di casa…ecco magari evitate.
- Se si è raffreddati o se si soffre di allergia, indossare la mascherina. A differenza che da noi, dove la mascherina è arrivata solo ai tempi del covid, in Giappone è normale indossarla per prevenire la diffusione dell’influenza e per evitare, almeno nei luoghi affollati come le metro, di starnutire in faccia a qualcuno.
- Non fare troppo rumore: sui mezzi di trasporto pubblico ci sono un sacco di persone, soprattutto pendolari, che cercano di recuperare un po’ di sonno. Ho conosciuto una ragazza che viveva ad Osaka, ma lavorava in provincia di Kyoto e aveva ogni giorno quasi 3 ore tra metro e treno (3 ore andata e 3 al ritorno, povera).
Insomma, tenere il cellulare in modalità silenziosa, non parlare al telefono e, se proprio dovete parlare con chi sta con voi, fatelo a bassa voce. - Durante la rush hour i ragazzi e gli uomini di età dalla scuola media in su non possono salire sul vagone “women only”: in pratica ci sono uno o più vagoni riservati alle donne. Questo perché ci sono stati episodi di molestatori che approfittavano della calca nelle ore di punta per toccare e quindi molestare le donne. Ecco quindi che esistono questi vagoni in cui gli uomini non possono entrare. Ah, questo in realtà vale solo nella rush hour, se ci capitate dentro in altri orari, quando la metro è abbastanza libera, non vi dice niente nessuno.

A parte durante il viaggio, anche prima di salire bisogna rispettare alcune regole. Ad esempio, se in Italia facciamo mucchio davanti alla porta della carrozza e quasi non lasciamo scendere le persone prima di tentare di salire, in Giappone non funziona così: in quasi tutte le stazioni ai binari troverete indicato per terra il punto in cui salire sulla metro o sul treno, punto che sarà leggermente spostato ai lati delle porte per lasciare una corsia in mezzo alle persone che scendono.

Sulle scale mobili poi bisogna mettersi in fila singolarmente (senza l’amico affianco insomma), per lasciare una specie di corsia a chi va di fretta e, invece che stare fermo, cammina. Il lato da cui stare sulle scale mobili cambia a seconda della città, non chiedetemi perché. Ad esempio ad Osaka chi sta fermo sta sulla destra, mentre chi cammina sta sul lato sinistro. A Kyoto e Hiroshima è il contrario. Comunque non vi serve ricordarvelo, seguite quello che fa la maggior parte della gente e siete a posto.
Quando dovete uscire fate attenzione a che uscita prendere: non ce n’è mai solo una, anzi, nelle stazioni più grandi ce ne sono decine. Ad esempio quella di Nanba a Osaka ne ha 31 e tra la prima e la 31esima c’è quasi un quarto d’ora a piedi. Ve lo dico anche perché se fuori piove e siete senza ombrello, come mi è capitato qualche volta, un quarto d’ora in meno sotto la pioggia fa la differenza.
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