Lezioni di Giapponese

108) Verbi transitivi e intransitivi

二千二十二年七月二十六日

こんにちは!

Oggi affrontiamo i verbi jidoushi (intransitivi) e i tadoushi (transitivi). Questo è un argomento che può un po’ confondere, ma cercherò di sviscerarlo per bene.

Inanzitutto partiamo da cosa vuol dire che un verbo è transitivo e intransitivo.

Un verbo è transitivo quando l’azione si riflette direttamente su un oggetto. Detto più semplicemente, un verbo è transitivo se può avere un complemento oggetto. Facciamo degli esempi.

Leggere è transitivo
Leggo un libro -> il libro è il complemento oggetto

Idem per i verbi scrivere (ad es. scrivo una lettera), mangiare (mangio una mela), comprare (compro una penna).

Se prendete però il verbo piovere, con questo verbo non posso avere un complemento oggetto, quindi è un verbo intransitivo.

In giapponese, il concetto è lo stesso: se il verbo può avere un compl. oggetto (identificato dalla particella を wo), è transitivo, in caso contrario è intransitivo.

I verbi transitivi si chiamano 他動詞 tadoushi, mentre gli intransitivi sono i 自動詞 jidoushi.
Guardiamo i kanji: prima di tutto 動詞 doushi, che è presente sia in jidoushi che in tadoushi significa verbo. La differenza si ha quindi nel kanji prima, cioè 自 ji e 他 ta: 自 ji ha il significato di “sè stesso”, mentre 他 ta di “altro”. Ecco quindi che i jidoshi sono verbi la cui azione si riflette su loro stessi, mentre i tadoushi sono verbi che agiscono su altro, cioè sul complemento oggetto. Pensando quindi a come sono scritti, è facile ricordarsi che i jidoshi sono i verbi intransitivi mentre i tadoshi quelli transitivi.

Facciamo adesso un po’ di esempi.

Verbi tadoushi sono
飲む nomu bere
食べる taberu mangiare
読む yomu leggere
買う kau comprare

Verbi jidoushi sono
行く iku andare
働く hataraku lavorare
生きる ikiru vivere
泣く naku piangere
泳ぐ oyogu nuotare

I verbi jidoushi li troviamo abbinati alle particelle は e が, mentre i tadoushi, avendo un complemneto oggetto, reggono la particella を. L’unica eccezione in cui un verbo intransitivo può reggere la particella wo è quando un luogo fa da complemento oggetto a un verbo di movimento

Qual è la difficoltà allora?

1) Se un verbo è transitivo o intransitivo in giapponese non è detto che lo sia anche tradotto in italiano.

Ad esempio il verbo 会う au è un jidoushi, cioè intransitivo, ma in italiano si traduce con “incontrare”, che è transitivo.
Oggi incontro gli amici, dove gli amici in italiano è il complemento oggetto, in giapponese diventa 今日友達会う.

Si deve quindi fare attenzione alla particella da usare (in questo caso に o と).

2) Alcuni verbi, che in italiano possono essere usati sia come transitivo che intransitivo, sono resi in giapponese con verbi diversi ma simili.

Prendiamo ad esempio il verbo “chiudere”: in italiano può essere sia transitivo (chiudo la porta) che intransitivo (la porta si chiude). Questo concetto in giapponese si rende con due verbi diversi tra loro, anche se simili (stesso kanji).

私はドアを閉める。
Watashi wa doa wo shimeru.
Io chiudo la porta.

ドアが閉まる。
Doa ga shimaru.
La porta si chiude.

Akeru è quindi un tadoushi mentre aku è un jidoushi. Il significato e il kanji dei due verbi sono gli stessi, ma la differenza è che uno è transitivo (akeru) e l’altro intransitivo (aku). In italiano akeru corrisponde ad “aprire” mentre aku ad “aprirsi”.
Attenzione che si può confondere akeru con la forma potenziale di aku.

Altre coppie di verbi jidoushi/tadoushi sono:

開く aku sprirsi / 開ける akeru aprire
落ちる ochiru cadere / 落とす otosu far cadere
入る hairu entrare / 入れる ireru mettere dentro
出る deru uscire / 出す dasu portare fuori
点く tsuku accendersi / 点ける tsukeru accendere
消える kieru spegnersi / 消す kesu spegnere
始まる hajimaru avere inizio / 始める hajimeru iniziare
止まる tomaru fermarsi / 止める tomeru fermare
捕まる tsukamaru farsi catturare / 捕まえる tsukamaeru catturare

In italiano la versione intransitiva si può rendere con verbi riflessivi o addirittura al passivo. Ad esempio tsukamaru, oltre che a “farsi catturare” può essere tradotto anche come “essere presi”, ma non dovete pensare che il verbo in giapponese sia al passivo solo perchè la traduzione in italiano lo è. Il trucco è non pensare mai al verbo in italiano, ma tenere sempre come riferimento quello giapponese.

Per finire, non c’è una regola per poter distinguere senza contesto se un verbo è un jidoushi o un tadoushi, ma è probabile che se il verbo finisce in -eru o in -su allora sia transitivo, mentre se finiscono in -aru o -ku è più probabile che siano intransitivi.

またね!

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