Konbini vs supermercati
Una delle cose che assolutamente adoro del Giappone sono i konbini: rendono la vita molto più facile e ora vi spiego perché.
I konbini sono dei mini supermercati presenti ovunque e aperti 24h su 24. Dico ovunque perché sulle vie principali ce n’é almeno uno ogni 500m. Sono sempre aperti, per cui, se ipoteticamente tornate a casa da una serata alle 3 di notte e avete fame, potete fermarvi lì a mangiare qualcosa.
Ci trovate un sacco di cibo pronto come onigiri, tramezzini ecc, ma anche bento da riscaldare. Se comprate un cibo pronto che va mangiato caldo, il commesso alla cassa vi chiederà se volete che ve lo riscaldi e vi darà bacchette e salviette. La maggior parte dei konbini ha anche al suo interno qualche tavolino dove potete sedervi a mangiare.
Il cibo pronto da noi di solito è sinonimo di qualcosa di triste da comprare perché al momento non c’è altra possibilità, qui invece è su tutto un altro livello: ad esempio potete trovare il petto di pollo già cucinato e solo da riscaldare in un sacco di gusti (alle erbe, affumicato, col formaggio ecc).
Uno dei miei professori a scuola una volta ci ha detto che, vivendo da solo e non piacendogli, cucina molto raramente. Effettivamente avendo un sacco di cibo pronto, qui il non cucinare è una possibilità che non impatta nemmeno così tanto sulla vita di tutti i giorni.
Oltre al cibo pronto e a quello da portarvi a casa e cucinare, nei konbini trovate un po’ di tutto: spazzolini, detersivi, addirittura magliette e mutande. In quasi tutti i konbini poi c’è anche un ATM dove potete prelevare.
L’idea di base è un negozio che ha tutto quello che potrebbe servire in caso vi manchi qualcosa e non vogliate o possiate andare in un normale supermercato.
Ci sono diversi tipi di konbini, i più famosi sono il 7-Eleven, il FamilyMart e il Lawson. Ogni catena di konbini ha le sue peculiarità, ad esempio:
– il 7-eleven è famoso per avere più varietà di cibi pronti
– il FamilyMart è conosciuto per i fritti, soprattutto il FamiChiki (pollo fritto)
– il Lawson viene preferito per i dessert
Io sotto casa ho il FamilyMart e devo dire che lo preferisco perché ha anche una sezione con le verdure fresche. Di solito ci prendo qualcosa da mangiare al volo prima di andare a scuola o ci faccio la spesa quando mi servono poche cose.

Quando invece devo fare una spesa più sostanziosa invece vado al supermercato.
I supermercati sono più o meno come da noi, quindi aperti solo in determinati giorni e orari. Io di solito vado al Life perché ce l’ho vicino casa ed è abbastanza grande, per cui trovo più varietà.
Quello che però ho notato di diverso rispetto all’italia è che c’è tantissima plastica: se passate dal reparto frutta e verdura, troverete quasi tutto già impacchettato.

Un’altra differenza è che ci sono tantissime monoporzioni. Probabilmente è perché qui ci sono molte persone che vivono da sole e quindi c’è mercato, ma sono rimasta lo stesso stupita: ad esempio ho trovato confezioni di macinato di manzo da 100g. Ovviamente ne ho comprata una e, visto che avevo trovato anche la salsa, ci ho fatto il ragù che mi mancava da morire. Ne sono venute fuori circa 3 porzioni, la cosa mi ha fatto un po’ ridere visto che in Italia di solito ne faccio un pentolone.
Nei supermercati più grandi si trova anche la pasta, figuratevi che ho trovato sia la Barilla che la De Cecco. Ovviamente essendo un prodotto straniero costa di più che da noi, mentre il prezzo di tutti gli altri prodotti è più o meno lo stesso.
Caso a parte è la frutta che costa l’ira di Dio. Non so se è perché in Giappone non c’è tanta terra coltivabile o per altri motivi, ma, con l’eccezione delle banane che sono economiche, la frutta è vista come un bene di lusso. Non a caso viene usata come regalo quando si va a trovare qualcuno, in pratica è l’equivalente da noi di una piantina o di una buona bottiglia di vino. Tanto per darvi un’idea, una mela costa tra i 300 e i 400 yen, cioè 2-2,50€, mentre una confezione di fragole da 200 g circa 800yen, cioè quasi 5€ al cambio attuale.
C’è da dire però che la frutta è bellissima da vedere: non trovate nessuna ammaccattura e è confezionata con estrema cura.
Anche nei supermercati si trovano cibi pronti, ma, rispetto ai konbini, ci sono più cibi singoli, della serie è più facile trovare una porzione di karaage da sola che insieme al riso in un bento. Ah, se nei konbini la maggior parte delle confezioni ha la traduzione in inglese, nei supermercati ve la potete scordare (o almeno io non l’ho vista da nessuna parte).
Vivendo qui io di solito faccio una spesa un po’ più corposa al supermercato circa una volta ogni 10 giorni e poi tante piccole puntantine al konbini per quando mi serve qualcosa in particolare o per qualcosa di pronto. Le bibite invece le prendo quasi sempre nei distributori, ma di questo vi parlerò la prossima volta.
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