10 marzo 2020
Rieccoci per una nuova lezione! Dopo l’introduzione ai kanji, che spero non vi abbia demotivato troppo (non vi preoccupate ci passiamo tutti), oggi facciamo qualcosa di più semplice e che di sicuro vi servirà anche se volete spiccicare due parole in croce quella volta che andrete in Giappone: come salutare e come dire grazie!
Partiamo dai saluti ovvero dagli あいさつ
Come in italiano ci sono i saluti più formali, da usare quando non conoscete l’interlocutore o se vi rivolgete a qualcuno a cui portare rispetto, e quelli informali per amici e conoscenti. Vediamoli.

Saluti あいさつ per quando si arriva:
1- おはよう(ございます) Ohayou (gozaimasu)
È il nostro buongiorno, si usa al mattino fino a massimo mezzogiorno. Ohayou da solo è più colloquiale, se si aggiunge il gozaimasu diventa più formale. Attenzione che la U in gozaimasU è quasi muta, quindi si pronuncia gozaimas.
2- こんにちは Konnichiwa
Si usa come buon pomeriggio o come ciao.
Notate che si scrive こんにちは ma si legge come konnichiWA.
3- こんばんは Konbanwa
Vuol dire buona sera. Stessa nota di sopra: la は si legge WA.
4- おやすみ(なさい)Oyasumi (nasai)
Si usa per salutarsi quando si sta andando a letto, quindi è un buona notte. Può essere usato intero cioè oyasuminasai oppure abbreviato in oyasumi.
Questi sono i saluti classici che insegnano in qualsiasi corso. Ce ne sono però anche altri, se guardate anime in genere ve ne sarete sicuramente accorti. Un esempio è ossu (pronunciato come oss): è un ciao informale usato soltanto tra ragazzi.
E quando si va via?
Di sicuro avrete già sentito sayounara come traduzione di arrivederci: in realtà non è così usato perchè ha anche il significato di un saluto definitivo, un “addio” insomma.
Quando volete salutare qualcuno perchè ve ne state andando e quel qualcuno lo conoscete e probabilmente lo rivedrete presto (ad esempio un compagno di scuola o un collega di lavoro) si usano forme più colloquiali come:
じゃあね jaa ne / じゃあな jaa na
またね mata ne / またな mata na
じゃあまた jaa mata
che più o meno significano un “ciao, a presto” o un “ciao, alla prossima”.
Ancora più comunemente si usa il またあした mata ashita (con la i quasi muta quindi pronunciato ashta) cioè “a domani” oppure tra ragazzi va molto il バイバイ bai bai, importato dall’inglese bye bye.
Altri tipi di saluti, un po’ più particolari li vedremo in un’altra lezione.
Come si dice grazie?
Anche qui ci sono tanti livelli più o meno formali: questa è una caratteristica propria della lingua giapponese e la troveremo quasi dappertutto. Vediamo i vari livelli di “grazie”.
(どうも)ありがとう(ございます)
Dal meno formale al più formale abbiamo:
1- doumo どうも
2- arigatou ありがとう
3- doumo arigatou どうもありがとう
4- arigatou gozaimasu ありがとうございます
5- doumo arigatou gozaimasu どうもありがとうございます
E come si risponde quando ci ringraziano?
1- いいえ iie: di niente (letteralmente vuol dire “no”)
2- どういたしまして douitashimashite: prego
3- こちらこそ kochira koso: sono io che dovrei ringraziare / grazie a te
Vi lascio con un compito per casa: se leggete manga o guardate anime cercate di fare caso ai saluti che usano. Con questa lezione sarete in grado di riconoscerne la maggior parte.
Anche per oggi è tutto, a presto! anzi… じゃあね !
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Ciao!
Mi chiamo Federica, ho da poco iniziato a seguire le tue lezioni e anzitutto ti volevo ringraziare per aver creato questo sito stupendo! Sono appassionata di cultura giapponese e da qualche tempo mi sono messa in testa di imparare la lingua giapponese per mia soddisfazione personale e trovo le tue lezioni davvero utili e ben fatte.
Ti scrivo perchè avrei un paio di domande (forse banali) sulle lezioni 14 e 15.
Per la 14: se voglio salutare qualcuno che molto probabilmente non rivedrò più e non conosco posso utilizzare sayounara? Ad esempio se esco da un bar o da un negozio e vorrei dire l’equivalente del nostro “arrivederci”. Oppure sayounara è proprio l’equivalente del nostro “addio” e quindi davvero poco utilizzato?
Per la 15 invece: negli anime o nelle canzoni sento spesso dire bokura e bokutachi; penso che bokutachi voglia dire “noi” (?) e bokura invece? sono utilizzati spesso nella vita quotidiana?
Spero in una tua risposta, grazie.. o meglio.. arigatou!
Ciao Federica, grazie a te che sei finita sul mio sito 🙂
Se molto probabilmente non rivedrai più quella persona, allora sayounara va bene. È però per una persona che hai conosciuto e che sai che non rivedrai. Ad esempio, immagina di fare un esperienza di qualche mese in Giappone; alla fine, quando stai per tornare in italia, puoi dire sayounara alle persone che hai conosciuto (compagni di classe, famiglia che ti ospita…), perché non sai se o quando li rivedrai. È quindi un “addio”. La cosa non vale per le persone che incontri ma non conosci: ad esempio, se in questa ipotetica esperienza andassi a mangiare in un ristorante e sapessi di non tornarci più, sayounara non andrebbe bene, perché i camerieri per l’appunto non li conosci (anche in italiano dire addio uscendo da un ristorante sarebbe strano). In quel caso sarebbe meglio dire un arigatou gozaimashita o un gochisousama deshita (lezione 39).
Per quanto riguarda bokura o bokutachi, entrambi sono il plurale di boku, quindi si traducono come un “noi”, usato per gruppi di ragazzi (boku è un “io” informale detto da un ragazzo, quindi maschio e in genere giovane). Si sente spesso nella vita quotidiana.
Altra cosa che non ho specificato nella lezione 15, è che esiste anche oretachi come plurale di ore (termine grezzo maschile). Poi nelle serie tv (di rado nella realtà perchè quasi offensivo) si sente anche omaera (voi) come plurale di omae (tu). C’è anche kimitachi (voi) come plurale di kimi (io).