Lezioni di Giapponese

14) Tanti saluti e grazie

10 marzo 2020

Rieccoci per una nuova lezione! Dopo l’introduzione ai kanji, che spero non vi abbia demotivato troppo (non vi preoccupate ci passiamo tutti), oggi facciamo qualcosa di più semplice e che di sicuro vi servirà anche se volete spiccicare due parole in croce quella volta che andrete in Giappone: come salutare e come dire grazie!

Partiamo dai saluti ovvero dagli  あいさつ

Come in italiano ci sono i saluti più formali, da usare quando non conoscete l’interlocutore o se vi rivolgete a qualcuno a cui portare rispetto, e quelli informali per amici e conoscenti. Vediamoli.

Saluti あいさつ per quando si arriva:

1- おはよう(ございます) Ohayou (gozaimasu)
È il nostro buongiorno, si usa al mattino fino a massimo mezzogiorno. Ohayou da solo è più colloquiale, se si aggiunge il gozaimasu diventa più formale. Attenzione che la U in gozaimasU è quasi muta, quindi si pronuncia gozaimas.

2- こんにちは Konnichiwa
Si usa come buon pomeriggio o come ciao.
Notate che si scrive こんいちは ma si legge come konnichiWA.

3- こんばんは Konbanwa
Vuol dire buona sera. Stessa nota di sopra: la は si legge WA.

4- おやすみ(なさい)Oyasumi (nasai)
Si usa per salutarsi quando si sta andando a letto, quindi è un buona notte. Può essere usato intero cioè oyasuminasai oppure abbreviato in oyasumi.

Questi sono i saluti classici che insegnano in qualsiasi corso. Ce ne sono però anche altri, se guardate anime in genere ve ne sarete sicuramente accorti. Un esempio è ossu (pronunciato come oss): è un ciao informale usato soltanto tra ragazzi.

E quando si va via?

Di sicuro avrete già sentito sayounara come traduzione di arrivederci: in realtà non è così usato perchè ha anche il significato di un saluto definitivo, un “addio” insomma.

Quando volete salutare qualcuno perchè ve ne state andando e quel qualcuno lo conoscete e probabilmente lo rivedrete presto (ad esempio un compagno di scuola o un collega di lavoro) si usano forme più colloquiali come:

じゃあね jaa ne / じゃあな jaa na
またね mata ne / またな mata na
じゃあまた jaa mata
che più o meno significano un “ciao, a presto” o un “ciao, alla prossima”.

Ancora più comunemente si usa il またあした mata ashita (con la i quasi muta quindi pronunciato ashta) cioè “a domani” oppure tra ragazzi va molto il バイバイ bai bai, importato dall’inglese bye bye.

Altri tipi di saluti, un po’ più particolari li vedremo in un’altra lezione.

Come si dice grazie?

Anche qui ci sono tanti livelli più o meno formali: questa è una caratteristica propria della lingua giapponese e la troveremo quasi dappertutto. Vediamo i vari livelli di “grazie”.

(どうも)ありがとう(ございます)

Dal meno formale al più formale abbiamo:
1- doumo どうも
2- arigatou ありがとう
3- domo arigatou どうもありがとう
4- arigatou gozaimasu ありがとうございます
5- domo arigatou gozaimasu どうもありがとうございます

E come si risponde quando ci ringraziano?

1- いいえ iie: di niente (letteralmente vuol dire “no”)

2- どういたしまして douitashimashite: prego

3- こちらこそ kochira koso: sono io che dovrei ringraziare / grazie a te

Vi lascio con un compito per casa: se leggete manga o guardate anime cercate di fare caso ai saluti che usano. Con questa lezione sarete in grado di riconoscerne la maggior parte.

Anche per oggi è tutto, a presto! anzi… じゃあね !

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