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JLPT N5Lezioni

15) I pronomi personali

By Roberta
17 Marzo 2020
4

17 marzo 2020

おはようございます!

Rieccoci per una nuova lezione! Dopo aver visto come salutare e come ringraziare nella scorsa lezione, oggi vedremo i pronomi personali. In giapponese ci sono i pronomi personali classici, che corrispondono ai nostri, ma ci sono anche alcuni pronomi particolari a seconda di chi li usa, in base a sesso, età, posizione sociale ecc.

Vediamo i pronomi classici:

Prima cosa da notare: il plurale si ottiene prendendo il pronome singolare corrispondente e aggiungendo -tachi 達. L’unica eccezione è かれ (kare, lui) che diventa かれら (karera, loro maschile).

La prima persona singolare, cioè IO, lo troverete spesso in kanji, vediamolo:

Kanji di IO, si pronuncia watashi

Notate che il pezzo a destra è uguale alla sillaba ム mu in katakana. Come scritto in tabella si pronuncia watashi.

Attenzione che かのじょ kanojo e かれ kare (usato come abbreviazione di kareshi) hanno anche il significato di ragazza e ragazzo intesi come fidanzata/fidanzato. Tante serie tv giocano molto su questi termini per inscenare equivoci comici.

Più usati di かのじょ kanojo e かれ kare sono ano hito o il più formale ano kata, che letteralmente si traducono come “quella persona”: è il caso di quando si parla di una persona distante o assente.
Il kanji di persona (hito) è tra i primi da imparare per cui diamoci un’occhiata:

Kanji di persona: sembra qualcuno che cammina

Per ora sappiate solo che da solo (lettura kunyomi) nella maggior parte dei casi si pronuncia hito e insieme ad altri kanji (lettura onyomi) si pronuncia spesso come jin (ad esempio in 日本人 – にほんじん – nihonjin – persona giapponese)

Anata si usa poco, perchè ha più un significato affettivo: lo si può sentir pronunciare ad esempio da una moglie rivolta al marito. In questo caso assume il significato di “caro” o “tesoro”.

Oltre a questi ci sono pronomi un po’ più particolari, ad esempio per dire IO e dandogli un senso più femminile (quindi usato dalle ragazze) si usa あたし atashi al posto di わたし watashi.

Altri modi per dire io sono:

watakushi – più cortese (più umile)
boku – usato da ragazzi maschi giovani
ore – termine abbastanza grezzo, usato solo da ragazzi quando ad esempio vogliono darsi un tono
washi – usato dagli anziani

Altri modi per dire tu invece sono:

kimi – colloquiale (usato tra amici)
omae – termine grezzo, quasi un offesa (non usatelo!)

Insomma, un sacco di pronomi, ma la cosa più importante da ricordare è questa:

i pronomi nella realtà quotidiana si usano davvero poco, si preferisce usare il nome o il titolo della persona di cui/con cui si sta parlando

Ad esempio se Maria e Tanaka stanno parlando e Maria vuol chiedere a Tanaka se è un insegnante, non dirà “anata wa sensei desu ka” cioè “sei un insegnante?”, ma dirà “Tanaka-san wa sensei desu ka” cioè letteralmente “il sig. Tanaka è un insegnante?”
E se sì, cioè se il sig. Tanaka è davvero un insegnante, nella conversazione Maria potrà poi riferirsi a lui come Tanaka-sensei utilizzandolo quindi come tu al posto di anata.

Anche per oggi è tutto! Se avete domande o qualcosa non è chiaro scrivete nei commenti oppure qui.

じゃあね !

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Roberta

Curiosa, ironica e testarda. Ingegnere ma non troppo. Fissata col giapponese e amante della buona cucina.

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4 Comments
  1. Beppe ha detto:
    20 Ottobre 2022 alle 11:00

    すみませんろべるた先生 おはようございます
    come puoi vedere sembro un grillo “zompicchio” (non so neanche se esista in italiano) da una lezione all’altra” e mano mano che approfondisco forse mi “allargo troppo” è proprio di questa cosa vorrei chiederti un consiglio, fermo restando i tuoi dettami sempre in mente (leggi : termine grezzo, non usatelo, quasi un’offesa ecc.). ti chiedo: è una mia “Elucubratio mentis” oppure non mi è utile ed è quindi meglio che in futuro questo esercizio non lo faccia più? es: di quello che voglio dire (dalla lezione 15)
    Oltre a questi ci sono pronomi personali particolari, ad es:
    atashi あたしal posto di watashi usato dalle ragazze per dire io.
    Altri modi per dire io sono:
    watakushi – più cortese (più umile)
    boku 僕 usato da ragazzi e giovani maschi
    ore 俺 termine grezzo, usato solo da ragazzi per darsi un tono
    washi – usato dagli anziani
    Altri modi per dire tu invece sono:
    kimi 君 usato tra amici, informale es:
    君の= tuo君に= a te 君は= sei 
    omae お前  termine grezzo, quasi un offesa (non usatelo!) es:
    お前の= tuo お前に= a te お前は= sei
    qualunque sia la tua risposta, per non farti perdere eccessivo tempo e soprattutto se ci dovessero essere ERRORI/ORRORI legati al traduttore elettronico mi basta che tu mi dica se questo mio “sforzo mentale” mi è utile per il prosieguo dell’apprendimento o è meglio che lasci perdere.
    come sempre il mio deferente ありがとうございます。

    Rispondi
    1. Roberta ha detto:
      23 Ottobre 2022 alle 10:16

      Stavolta non sono sicura di aver capito bene la tua domanda: mi chiedi se è utile fare collegamenti tra più lezioni?
      Se è questa la domanda ti rispondo: certo! “Zompicchiare” come lo chiami tu, da una lezione all’altra secondo me è utile sia perché ti fa richiamare concetti già visti, sia perché a volte dopo aver studiato ed essere arrivati più avanti, gli argomenti visti in passato acquistano un senso diverso, quasi più chiaro.
      Riguardo il tuo esempio (君の= tuo, ecc) però io non proverei solo il pezzetto, ma a costruire un’intera frase anche se corta e semplice. Occhio che con la particella は wa non è corretto tradurlo come “sei”, perchè は denota l’argomento della frase e questo potrebbe non coincidere sempre con il soggetto.

      Rispondi
  2. Alberto ha detto:
    28 Marzo 2026 alle 17:19

    Buonasera, Roberta. Ho scoperto queste tue lezioni e le sto utilizzando. Vorrei chiederti conferma su nihonjin, se ‘persona’ diventa jin con lettura onyomi o kunyomi. Arigatou gozaimasu!

    Rispondi
    1. Roberta ha detto:
      30 Marzo 2026 alle 17:40

      Ciao Alberto,
      日本人 si pronuncia come hai scritto tu “nihonjin”, dove per il kanji di persona 人 si usa jin (una delle letture onyomi).

      A presto

      Rispondi

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