16 Giugno 2020
Nella lezione di martedì scorso abbiamo visto come si fa a chiedere quanto costa qualcosa e abbiamo fatto l’esempio delle bevande al bar. Oggi completiamo l’argomento vedendo come si ordina un piatto al bar o al ristorante e con l’occasione introduciamo il nome di alcune pietanze.
Come ordinare
La formula per richiedere qualcosa è:
X を ください
Questa formula (X o kudasai) può essere tradotta con “mi dia X per favore”.
Quindi per chiedere una coca cola dirò: コーラ を ください koora o kudasai, cioè “mi dia una coca cola per favore”.
La particella を wo
Nella formula per ordinare qualcosa compare una nuova particella: la particella を wo, che si pronuncia “o”.
Questa particella dà al sostantivo che la precede (ricordatevi che le particelle vengono sempre dopo quello a cui si riferiscono) la funzione di complemento oggetto. Facciamo degli esempi.
(io) bevo una coca cola.
(watashi wa) coora wo nomimasu.
(私 は) コーラ を のみます。
(io) mangio un sandwich.
(watashi wa) sandoicchi wo tabemasu.
(私 は) サンドイッチ を たべます。
Semplice vero?
Lessico: alcuni piatti
Torniamo però al nostro ordine: siamo in un bar/ristorante e vogliamo ordinare qualcosa da mangiare. Vediamo quindi come dire in giapponese alcune pietanze.

Come potete notare i piatti non tipici giapponesi come l’hamburger o il gelato sono tutti scritti in katakana. La cosa divertente (o tragica, dipende dai punti di vista) è che i giapponesi pensano, quando dicono parole importate e quindi in katakana, di parlare effettivamente come nella lingua originaria. Ahimè, non si rendono conto che rendendo la parola giapponese, questa nel 99% dei casi sia storpiata rispetto all’originale.
Nella tabella gli unici scritti in hiragana, e quindi piatti originari del Giappone, sono gli udon e i soba: sono entrambi tipi di pasta, ma mentre gli udon vengono preparati con farina di grano tenero, i soba sono a base di grano saraceno.
Come possibile esercizio, vi ho messo in tabella dei prezzi inventati: usateli per comporre il dialogo seguente utilizzando le espressioni “いくら です か ikura desu ka” e “を ください wo kudasai”:
Cliente: すみません。
Barista: はい。
Cliente: カレー は いくら です か。
Barista: 六百円 です。
Cliente: じゃ、カレー を ください。
E come si dice mangiare e bere?
Il verbo “mangiare” nella forma piana (quella che trovate nel dizionario) si dice taberu たべる, che nella forma cortese diventa tabemasu たべます (se non ti ricordi la differenza tra forma piana e cortese clicca qui). Il ta di TAberu e TAbemasu si scrive con il kanji:

Il verbo “bere” in giapponese si dice nomu のむ nella forma piana e nomimasu のみます nella forma cortese. Il no di NOmu e NOmimasu si scrive con il seguente kanji:

Nota sui tempi verbali
In giapponese i tempi verbali sono più semplici: esiste il passato, che vedremo più avanti, e il non passato: con taberu/tabemasu e nomu/nomimasu abbiamo visto proprio quest’ultima forma, che viene usata sia per il presente che per il futuro.
Questo vuol dire che con “watashi wa tabemasu” si può dire allo stesso modo:
– io mangio
– io mangerò
Direi che per oggi è tutto. Vi lascio con un piccolo esercizio di traduzione, che vi aiuterà a consolidare quanto imparato sia in questa che nella scorsa lezione. Se avete dubbi o qualcosa non è chiaro, lasciate un commento sotto o scrivete qui.
Alla prossima settimana!
Esercizio di traduzione
Traduci dall’italiano al giapponese le seguenti frasi:
– Quanto costa l’hamburger?
– Costa 500 yen.
– Mi dia un sandwich per favore.
– Bevo dell’acqua
– Quanto costa il gelato?”
– Stai mangiando dei soba
– Mi dia un’insalatona per favore.
– Voi mangerete il ramen.
– Lei berrà un caffè.
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Ciao Roberta, innanzitutto complimenti per il sito, è fantastico e presto farò la mia donazione felice di farlo.
Mi chiamo Emanuele ed ho iniziato a studiare giapponese; ovviamente, se sono in questa lezione, si deduce il livello attale 🙂
Eccomi qui quindi ad esprimere un dubbio:
per dire voi mangerete il ramen mi vien da scrivere: anata tachi wa ramen tabemasu (voi ramen mangiate/mangerete);
Se usassi “anata tachi” sarei troppo rude quindi mi vien da supporre che sia errato, come faccio quindi ad indicare il voi senza apparire inopportuno? (stesso dilemma per “lei berrà un caffè” kanojo wa cohi nomimasu).
Grazie!!
Ciao Emanuale!
Grazie, sono contenta che il sito ti sia utile😉
Allora, ci sono diversi modi per non usare i pronomi personali, il più facile è omettere il soggetto: se è chiaro che stai parlando al gruppo che hai davanti (il contesto!), non dire nulla al posto di anatatachi è la soluzione più semplice (quindi “ramen wo tabemasu” – occhio alla particella wo per il complemento oggetto).
Altra opzione è usare il mina-san o il più informale minna, che letteralmente vuol dire tutti, ma puoi usare per riferirti al gruppo (equivarrebbe più a dire “loro”, quindi non è esattamente un voi ma così è meno diretto e in giapponese meno diretto è sempre meglio).
Nel caso di lei che beve il caffè, se sai chi è puoi anche usare il suo titolo (cognome-sensei se è un’insegnante/dottore, kaichou se il presidente di una ditta ecc), mentre se non la conosci puoi semplicemente dire “ano hito”, cioè quella persona. Ano hito wa koohii wo nomimasu (anche qui occhio alla particella wo).
Comunque se all’inizio usi i pronomi personali non è tecnicamente sbagliato. Il mio consiglio è di addentrarti ancora un po’ nello studio e più andrai avanti più troverai modi migliori dei pronomi per riferirti agli altri.
PS: se leggi manga e/o guardi non prenderli troppo ad esempio, nella vita reale le persone non si rivolgono in modo così diretto agli altri 😅
A presto!