Lezioni di Giapponese

39) Espressioni particolari

二千二十年 十月 二十七日

こんにちは!

Visto che la scorsa lezione è stata un po’ pesantina, oggi facciamo qualcosa di più leggero. Vediamo un po’ di lessico, nello specifico delle espressioni particolari che, se guardate anime o leggete manga, avrete di sicuro già sentito.

Ittekimasu いってきます e itterasshai いってらっしゃい

Immaginatevi la scena: il figlio adolescente sta per uscire per andare a scuola, mentre la madre rimane a casa.

Il figlio prima di uscire dice: いってきます!

La madre invece risponde: いってらっしゃい!

いってきます ittekimasu, 行って来ます scritto in kanji, è un espressione che si usa quando si sta uscendo di casa, ma anche più in generale da un qualsiasi posto, ed è rivolta a chi invece in quel luogo ci rimane. Assume il significato di “sto andando/sto uscendo” con il sottinteso che si ritornerà presto.

いってらっしゃい itterasshai è la risposta che chi rimane in quel luogo dà a chi se ne sta andando. È un augurio che può essere tradotto con “buona giornata” ma anche con “torna sano e salvo”.

La madre potrebbe usare, sempre come saluto, anche l’espressione きをつけて ki wo tsukete (in kanji 気を付けて), ovvero un “fa’ attenzione”.

Tadaima ただいま e okaerinasai おかえりなさい

Cambia la scena: il figlio, dopo essere stato tutto il giorno via, alla sera torna a casa e trova la madre ad accoglierlo.

Il figlio dice: ただいま

La madre risponde: おかえりなさい

ただいま tadaima si usa quando si torna nel luogo da cui si era usciti. Vuol dire “sono tornato”. Al ただいま tadaima si risponde con おかえりなさい okaerinasai, o con la sua versione più informale おかえり okaeri: questo corrisponde a un “bentornato”.

Ojama shimasu おじゃまし ます

Se il figlio avesse portato a casa un amico, quest’ultimo prima di entrare avrebbe detto: おじゃまし ます

おじゃまし ます ojamashimasu significa letteralmente “sto disturbando” e si usa quando si va a casa di qualcun altro. Un po’ come dire “scusa del disturbo”.

Shitsurei shimasu しつれいします

しつれいします shitsureishimasu ha lo stesso significato di おじゃまし ます ojamashimasu, ma si può utilizzare per qualsiasi luogo.
Ad esempio si può dire しつれいします shitsurei shimasu prima di entrare nell’ufficio di un collega o per congedarsi mentre si va via e in questo caso corrisponde al nostro “con permesso”.

Otsukaresama deshita おつかれさまでした

Un saluto molto usato in ambito lavorativo è おつかれさまでした otsukaresama deshita. Può essere tradotto con “hai lavorato sodo”, nel senso di “grazie del lavoro che hai fatto”. Lo si dice a chi sta andando via.

Può essere usato anche al di fuori del contesto lavorativo, ma sempre per salutare qualcuno che si è impegnato e ha finito quello che doveva fare: in tantissimi anime scolastici, lo potete sentire ad esempio rivolto a un presidente del consiglio studentesco che ha finito il suo impiego quotidiano, ma anche ai membri di un club sportivo che hanno finito di allenarsi.

Itadakimasu いただきます

La famiglia è riunita. Tutti sono attorno al tavolo e la cena è pronta. Chi sta per mangiare dice: いただきます!

いただきます itadakimasu molto spesso è tradotto con “buon appetito”, ma è un errore dovuto al fatto che spesso itadakimasu venga usato prima di mangiare.

いただきます itadakimasu è la forma onorifica del verbo ricevere. Si usa quando si riceve qualcosa. In particolare quando si sta per mangiare è come dire “grazie per quello che ricevo”: in quel momento si sta ringraziando non solo chi ha cucinato il cibo, ma tutte le persone, le piante e gli animali che hanno permesso che il cibo arrivasse in tavola.

Gochisousama deshita ごちそうさまでした

Alla fine del pasto si usa ごちそうさまでした gochisousama deshita: con quest’espressione si esprime gratitudine per il pasto ricevuto. Potete usarlo ad esempio al ristorante dopo aver pagato il conto mentre state andando via: provate a farlo e riceverete in cambio un sorriso, non solo perchè state ringraziando educatamente per il pasto, ma anche perché quando un giapponese vede che uno straniero si sforza di parlare la sua lingua è sempre contento.

E con questo abbiamo finito la carrellata di espressioni più comuni in giapponese, ma particolari per noi italiani.

Alla prossima settimana! バイバイ!

2 thoughts on “39) Espressioni particolari

  1. おはようございますろべるた先生
    capisco che dire “è un augurio” cioè “è un saluto ben augurante” sia per noi una espressione particolare, praticamente quasi intraducibile, perché mutuata dal Latino (Auguri e Aruspici….. ) ma mi chiedo: è possibile che in giapponese il verbo augurare non esista? Ho trovato con il famigerato traduttore elettronico (purtroppo non sono ancora riuscito a comprare il dizionario consigliato… “copertina bianca e rossa”) solo verbi come desiderare o sperare che concettualmente non sono la stessa cosa!
    ありがとうございました。またね!
    P.S. se veramente il suddetto verbo non esistesse, quali alternative più affini mi consiglieresti?

    1. Per tradurre “augurare” ci sono un po’ di verbi, ad esempio
      – お祝いを言う oiwai wo iu – esempio: augurare buon compleanno, 誕生日のお祝いを言う tanjoubi no oiwai wo iu.
      – 祈願する kigan suru – esempio: augurare buon anno, 良い年を祈願する yoi toshi kigan suru
      Poi se vuoi dire solo “buon anno”, tipo a mezzanotte del 31 dicembre, si usa l’espressione 明けましておめでとう(ございます) akemashite omedetou (gozaimasu).
      Beppe te lo dico con affetto, mi fa strapiacere che mi scrivi, ma non posso farti da traduttore…

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