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JLPT N5Lezioni

40) Introduzione ai verbi

By Roberta
17 Novembre 2020
2

2020年11月17日

こんにちは!

Quella di oggi è una lezione di grammatica: faremo una panoramica sui verbi nella lingua giapponese così nelle prossime lezioni potremo vedere le diverse coniugazioni. So che questi argomenti sono un po’ pesanti, ma cercherò di spezzettarli e di alternarli a articoli più leggeri. Ma bando alle ciance, iniziamo!

La classificazione dei verbi

In lingua giapponese esistono tre classi di verbi:
– Verbi ichidan  一段
– Verbi godan 五段
– Verbi irregolari

Perché ichidan e godan

段 Dan significa grado, ma se ci riferiamo all’hiragana può essere interpretato come colonna.

Esattamente come gyou indica la riga (se vi ricordate nelle prime lezioni parlavo di A-gyou, KA-gyou ecc) si può usare dan per le colonne.

I verbi ichidan quindi fanno riferimento a una colonna mentre i godan a 5 (cioè tutte). Vediamo esattamente cosa significa.

Partiamo dai verbi ichidan: questi vengono anche chiamati verbi vocalici.
Questo perché la radice del verbo, ovvero quella parte che indipendentemente dalla coniugazione del verbo non cambia, termina con una vocale. Capite quindi che, se la radice termina con una vocale e per definizione la radice non cambia mai, nelle varie coniugazioni la radice rimarrà sempre nella stessa colonna dell’hiragana. Ecco quindi perché ichidan (una colonna).

Un esempio di verbo ichidan è 食べる taberu, che abbiamo già visto vuol dire mangiare.
Taberu nelle varie coniugazioni diventa ad esempio tabenai, tabemasu, taberu, tabero, tabeyou. La radice del verbo è tabe, indipendentemente dalla coniugazione, la radice rimane sempre nella colonna della E.

I verbi godan invece sono chiamati anche verbi consonantici perchè l’ultima lettera della radice è una consonante. 
Ma siccome in giapponese la differenza tra vocali e consonanti non esiste, ma ci sono solo le sillabe cioè i kana, nelle varie coniugazioni il fatto di terminare con una consonante e cambiare la vocale successiva si traduce nell’avere una radice che fa parte delle 5 colonne e quindi godan.

Un esempio di verbo godan è 書く kaku, che significa scrivere. Kaku si coniuga ad esempio come kakanai, kakimasu, kaku, kake, kakou. Vedete quindi che la sillaba finale della radice può appartenere a tutte e 5 le colonne della KA-gyou.

Una piccola nota: nel giapponese moderno esistono solo gli ichidan e i godan, ma in passato esistevano anche i verbi 二段 nidan, 三段 sandan e 四段 yodan. Per fortuna nel tempo la lingua si è semplificata e questi ultimi sono spariti dalla circolazione.

Ichidan vs godan

Come regola i verbi ichidan finiscono sempre con eru e iru.

I verbi godan invece possono finire con u, tsu, ru (e quindi anche eru e aru), mu, bu, ku, gu, e su.

Quindi se un verbo termina in qualcosa diverso da eru e iru è di sicuro un godan, ma se termina in eru o iru può essere sia ichidan che godan.

Ad esempio il verbo 帰る kaeru, che significa tornare a casa, può sembrare ichidan perché termina con eru, ma invece è un godan. 

I verbi irregolari

Oltre a ichidan e godan, ci sono due verbi a parte perché seguono regole tutte loro: sono i verbi irregolari する suru e くる kuru.

する suru significa “fare” ed è un verbo che, come potrete intuire dal suo significato, incontreremo milioni di volte. くる kuru invece significa venire.

Riassumendo

  • In giapponese ci sono verbi ichidan, godan e irregolari.
  • I verbi irregolari sono する suru e くる kuru.
  • I verbi ichidan, o verbi vocalici, si chiamano così perché la radice termina con una vocale e non cambia nelle coniugazioni.
  • La radice dei verbi godan, o verbi consonantici, termina per consonante e quindi coniugando il verbo la sillaba finale della radice può appartenere a tutte e cinque le colonne dell’hiragana.
  • I verbi ichidan terminano sempre con -eru e -iru.
  • I verbi godan possono terminare come vogliono.
  • Se un verbo termina con eru o iru può essere sia ichidan che godan.

Ogni verbo ha 5 forme grammaticali base. Ho visto che queste forme vengono chiamate in modi diversi: ci sono libri che le definiscono in base alla funzione (forma negativa, forma cortese ecc) altri in base alla vocale con cui terminano (forma in U, forma in A ecc) e altri ancora, ma più raramente, numerandole (forma 1, forma 2 ecc). Quando le vedremo nelle prossime lezioni cercherò di mettervi tutti i corrispondenti in modo che, qualsiasi libro utilizziate, potrete trovarvi facilmente.

Spero che sia tutto chiaro, se avete domande o qualche dubbio lasciate un commento qui sotto o scrivetemi qui.

またね!

Tags:

giapponesegodangrammaticaichidanirregolarilinguagiapponesenihongoverbi

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Roberta

Curiosa, ironica e testarda. Ingegnere ma non troppo. Fissata col giapponese e amante della buona cucina.

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2 Comments
  1. Sonia ha detto:
    27 Settembre 2024 alle 13:45

    Nelle ultime lezioni di giapponese che ho seguito abbiamo affrontato questo tema dei verbi e il mio cervello stava andando in pappa…oggi ho letto il tuo articolo e ho la sensazione che finalmente l argomento abbia fatto “Click!” <3

    ありがとう。

    Rispondi
    1. Roberta ha detto:
      29 Settembre 2024 alle 08:22

      Mi fa strapiacere ^.^

      Rispondi

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