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JLPT N5Lezioni

41) Kosoado parte 1

By Roberta
24 Novembre 2020
9

2020年11月24日

こんにちは みなさん!

Nella lezione di oggi vediamo la prima parte delle parole kosoado: i pronomi e gli aggettivi dimostrativi. Ma prima capiamo perchè si chiamano “kosoado” e qual è la logica che sta dietro.

Perché kosoado?

こ ko, そ so, あ a e ど do sono dei prefissi che servono per costruire diverse parole come ad esempio i pronomi e gli aggettivi dimostrativi.

こ ko, そ so e あ a indicano la posizione di ciò a cui la parola costruita si riferisce:

  • こ ko indica qualcosa di vicino a chi parla
  • そ so indica qualcosa di vicino a chi ascolta
  • あ a indica qualcosa di lontano sia da chi parla che da chi ascolta

ど do invece si usa per trasformare la parola in una domanda, quindi in un pronome in un aggettivo interrogativo.

Notate che se in giapponese si hanno 3 tipi di posizione, in italiano ne abbiamo solo 2: questo, vicino a me che parlo, e quello, lontano da me che parlo. In pratica nella lingua italiana le posizioni indicate da そ so e あ a si esprimono come se fossero la stessa posizione.

Vediamo ora la prima parte della tabella delle parole kosoado.

I pronomi e gli aggettivi dimostrativi

Come vedete gli aggettivi dimostrativi sono:

  • この kono = “questo” vicino a chi parla
  • その sono = “quello” vicino a chi ascolta
  • あの ano = “quello” lontano sia da chi parla che chi ascolta (quello laggiù)
  • どの dono = quale…?

I pronomi sono invece:

  • これ kore = “questo” vicino a chi parla
  • それ sore= “quello” vicino a chi ascolta
  • あれ are = “quello” lontano sia da chi parla che chi ascolta (quello laggiù)
  • どれ dore = quale…?

Come vedete la traduzione in italiano è la stessa.
E allora cosa cambia? La funzione grammaticale, cioè se pronome o aggettivo.

La differenza tra pronomi e aggettivi

Apriamo una piccola parentesi per chi non è fresco di scuola e quindi può non ricordarsi cosa cambia tra aggettivo e pronome.

Un aggettivo è una parola che si accompagna sempre a un sostantivo e non può mai stare da solo.

Ad esempio se dico “questa penna è mia”, “questa” è un aggettivo dimostrativo perché si accompagna al sostantivo “penna”.

Se invece dico “questa è la mia penna”, “questa” non si accompagna a nulla, sta bene per conto suo: in questo caso è quindi un pronome.

Facciamo degli altri esempi.

“Quel film mi è piaciuto”.
“Quel”, contrazione di “quello”, si accompagna al sostantivo “film” quindi è un aggettivo.

“Il libro di inglese è quello.”
“Quello” in questo caso è da solo, per cui è un pronome.

Ovviamente questo discorso non vale solo per pronomi e aggettivi dimostrativi, ma per tutti i pronomi e gli aggettivi in generale, quindi ad esempio anche per i pronomi e gli aggettivi possessivi.

Negli esempi di prima, in “questa penna è mia” “mia è un pronome possessivo, infatti lo trovate da solo, mentre in “questa è la mia penna” “mia” ha la funzione di aggettivo, è quindi accompagnato a un sostantivo (in questo caso “penna”).

I pronomi e gli aggettivi possessivi non fanno parte delle parole kosoado, ma, visto che comparivano già negli esempi sopra, ne ho approfittato per ribadire il concetto. Vi ricordo che pronomi e aggettivi possessivi li abbiamo già visti nella lezione 34 quando abbiamo parlato della particella の.

Torniamo alle parole kosoado in giapponese

Come abbiamo visto, in italiano, pronomi e aggettivi dimostrativi si dicono allo stesso modo e si differenziano solo per funzione grammaticale.

In giapponese invece pronomi e aggettivi dimostrativi sono parole diverse:

per gli aggettivi, ai prefissi こ ko, そ so, あ a e ど do, si aggiunge -の no , mentre ai pronomi si aggiunge -れ re.

Ecco che quindi vengono fuori le parole scritte in tabella.

Ogni pronome e aggettivo esprime sia femminile che maschile, sia plurale che singolare: この kono significa quindi questo, questa, questi e queste.
Unica eccezione, per これ kore, それ sore e あれ are esiste anche una versione plurale: これら korera, それら sorera e あれら arera.

Nota: どの dono e どれ dore si usano tutti e due nel caso in cui si hanno 3 o più elementi tra cui scegliere. Se invece voglio chiedere quale tra 2, si usa どちら dochira, che vedremo meglio nella seconda parte.

Ora che sappiamo cosa significano e perché si differenziano tra loro, facciamo un po’ di esempi con gli aggettivi e i pronomi dimostrativi.

それ は くるま の 本 です。
Sore wa kuruma no hon desu.
Quello (vicino a te) è un libro di macchine.

この カメラ は 高い です。
Kono kamera wa takai desu.
Questa macchina fotografica è costosa.

これ は 私 の かばん です。
Kore wa watashi no kaban desu.
Questa è la mia borsa.

それ は なんですか。
Sore wa nan desu ka.
Cos’è quello (vicino a chi ascolta)?

あれ は たなかさん の ですか。
Are wa Tanaka-san no desuka?
Quello è del sig. Tanaka?

あの かさ は しみずさん の ですか。
Ano kasa wa Shimizu-san no desu ka.
Quell’ombrello è di Shimizu?

どの へや が あなた の ですか。
Dono heya ga anata no desu ka
quale stanza è la tua?

Direi che anche per oggi è tutto.

Alla prossima! またね!

Tags:

aggettividimostrativigiapponesegrammaticakosoadolinguagiapponesenihongopronomi

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Roberta

Curiosa, ironica e testarda. Ingegnere ma non troppo. Fissata col giapponese e amante della buona cucina.

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9 Comments
  1. Greta ha detto:
    13 Novembre 2021 alle 14:40

    Ciaoooo! Qualcosa mi dice che sei una fan di Haikyuu!!
    Comunque scusa il disturbo, intanto volevo dirti che amo il tuo sito e mi ci trovo benissimo a studiare! Volevo chiederti perchè nella frase sore wa nan desu ka hai messo wa e non la solita particella は?
    Grazie mille in anticipo!

    Rispondi
    1. Roberta ha detto:
      13 Novembre 2021 alle 19:41

      Ciao Greta!
      Haikyuu dici? Noooo, mai sentito…(è solo uno dei miei anime preferiti e se l’hai colto da solo un paio di nomi mi sa che siamo sulla stessa barca).
      Cmq hai ragione, questo è il classico errore di battitura. Grazie di avermelo detto, ora ho corretto. 😉

      Rispondi
    2. Flavio ha detto:
      4 Novembre 2022 alle 11:39

      Wa è la pronuncia della particella は

      Rispondi
  2. Alma ha detto:
    5 Giugno 2023 alle 18:28

    Ciao, scusa il disturbo, intanto volevo ringraziarti perché il tuo sito mi è molto utile a colmare dei vuoti in Giapponese, essendo al primo anno di Università, in più volevo dirti, solo per pura informazione e nient’altro, che in realtà in italiano abbiamo anche noi 3 modi per dire “quello”, solo che uno di questi, che sarebbe nel caso di un oggetto vicino all’interlocutore, non si usa molto, direi quasi solo in Toscana, e sarebbe “Codesto”, ah e ovviamente è italiano, non un utilizzo dialettale.

    Rispondi
    1. Roberta ha detto:
      5 Giugno 2023 alle 20:42

      Ciao Alma,
      ma dai! sinceramente non sapevo che “codesto” si usasse ancora, io personalmente non l’ho mai sentito.
      Prossima volta che vado in Toscana provo a farci caso 😉
      Grazie del commento!

      Rispondi
  3. Ferdinando ha detto:
    2 Agosto 2023 alle 19:29

    Ciao , volevo dirti che nell’esempio riportato : Kore wa watashi no kaban desu.
    Quella è la mia borsa. Andrebbe sostituito Kore con Sore ( se ho appreso bene la lezione) . Grazie infinite per questi appunti ^^

    Rispondi
    1. Roberta ha detto:
      5 Agosto 2023 alle 17:25

      Ciao Ferdinando,
      sì, hai ragione, ho corretto con kore (questa). Ci fosse stato sore allora sarebbe stato: “quella (vicino a te a cui parlo) è la mia borsa”.

      Rispondi
  4. Nicholas ha detto:
    20 Settembre 2024 alle 09:51

    ciao, ti volevo chiedere perché hai messo la particella no nella domanda are ha(wa) tanakasan no desuka

    Rispondi
    1. Roberta ha detto:
      20 Settembre 2024 alle 10:28

      Ciao Nicholas,
      c’è la particella の per indicare il possesso. Infatti la traduzione della domanda è “quello è DI Tanaka-san?”
      Se vuoi ridarci un’occhiata, la lezione in cui lo spiego è la 34.

      Rispondi
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