Lezioni di Giapponese

77) Potere parte 2

二千二十一年十月五日

こんにちは みんな!

Nella scorsa lezione abbiamo visto che per dire “potere”, nel senso di “saper fare”, “essere in gradi di…”, “avere la capacità per…” ci sono due modi:

  • Verbo + koto + dekiru
  • Forma potenziale dei verbi

Abbiamo visto che la forma potenziale si ottiene per i verbi ichidan partendo dalla radice e aggiungendo -られる (o -れる), mentre per i verbi godan si parte dalla forma in E (radice +E) e si aggiunge -る.

Oggi continuiamo a parlare della forma potenziale: come coniugare questa forma nei vari tempi verbali e le eccezioni.

Coniugare la forma potenziale

La volta scorsa vi ho anche detto di considerare できる come un verbo a sè e che si coniuga come un verbo ichidan. Questo in realtà non vale solo per dekiru ma per tutte le forme potenziali dei verbi, che siano ichidan, godan o irregolari.

Considerate la forma potenziale di qualsiasi verbo quasi come un verbo a sè. Se hanasu è parlare, hanaseru è il saper parlare. Se aruku è camminare, arukeru è l’essere in grado di camminare. Non importa che tipo di verbo sia la forma da dizionario di partenza: una volta coniugato in forma potenziale, tale forma diventa un verbo ichidan e come tale va coniugato. Mi spiego meglio con un esempio.

Prendiamo il verbo 読む yomu, leggere. Essendo un godan la sua forma potenziale è 読める yomeru, poter leggere (essere in grado di leggere). Per coniugarlo, yomeru lo vedo come un verbo ichidan con radice yome.

sono in grado di leggere (forma piana): 読める yomeru
sono in grado di leggere (forma cortese): 読めます yomemasu
non sono in grado di leggere (forma piana): 読めない yomenai
non sono in grado di leggere (forma cortese): 読めない yomemasen
ero in grado di leggere (forma piana): 読めた yometa
ero in grado di leggere (forma cortese): 読めました yomemashita
non ero in grado di leggere (forma piana): 読めなかった yomenakatta
non ero in grado di leggere (forma cortese): 読めませんでした yomemasen deshita

Facciamo ora l’esempio partendo dal verbo ichidan 教える oshieru, insegnare/informare e coniughiamo la sua forma potenziale 教えられる oshierareru, essere in grado di insegnare/informare.

sono in grado di insegnare (forma piana): 教えられる oshierareru
sono in grado di insegnare (forma cortese): 教えられます oshieraremasu
non sono in grado di insegnare (forma piana): 教えられない oshierarenai
non sono in grado di insegnare (forma cortese): 教えられません oshieraremasen
ero in grado di insegnare (forma piana): 教えられた oshierareta
ero in grado di insegnare (forma cortese): 教えられました oshieraremashita
non ero in grado di insegnare (forma piana): 教えられなかった oshierarenakatta
non ero in grado di insegnare (forma cortese): 教えられませんでした oshieraremasen deshita

Le eccezioni

Riguardo la forma potenziale, ci sono eccezioni o particolarità da tenere presente. Vediamole.

Mirareru vs mieru

Considerate il verbo 見る miru che significa vedere. In forma potenziale miru è mirareru, io posso/sono in grado di vedere. Fin qui tutto fila liscio. Se però volessi dire “da qui posso vedere il monte fuji”, per come viene intesa la frase

ここから富士山は見られる。
Koko kara Fuji-san wa mirareru.

non sarebbe la traduzione giusta. La traduzione corretta sarebbe invece

ここから富士山が見える。
Koko kara Fuji-san ga mieru.

Ma cos’è 見える mieru?
見える Mieru, a dispetto di quello che può sembrare, non è una qualche coniugazione di 見る miru ma proprio un verbo diverso che ha il significato di “essere visibile”. La frase “da qui posso vedere il monte Fuji” in realtà sottointende che il monte Fuji è “visibile”, per questo si usa mieru. Se al suo posto usassi la forma potenziale di miru, cioè mirareru, il significato della frase cambierebbe, perchè mirareru vuol dire “ho la capacità di vedere”, intesa come capacità fisica.
Altra differenza è che con mieru il soggetto della frase è Fuji-san, è il monte Fuji ad essere visibile, mentre con mirareru il soggetto è “io”.

Quindi riassumendo

ここから富士山が見える。
Koko kara Fuji-san ga mieru.
Da qui posso vedere il monte Fuji, nel senso che il monte Fuji da qui è visibile.

ここから富士山は見られる。
Koko kara Fuji-san wa mirareru.
Da qui posso vedere il monte Fuji nel senso di “da qui ho la capacità fisica di vedere il monte Fuji”

Se tutte e due le frasi sono grammaticalmente corrette, assumono due significati ben diversi. Nella maggior parte dei casi troverete quindi il verbo mieru. Mirareru è invece usato solo in casi particolari, nella frasi di prima ad esempio potrebbe essere usata da una persona cieca che si è operata e ora finalmente riesce a vedere.

Mirareru si usa anche quando si vuole dire che si è avuta l’opportunità di vedere qualcosa.

Kikeru vs Kikoeru

Lo stesso discorso vale per i verbi 聞く kiku, in forma potenziale 聞ける kikeru, e 聞こえる kikoeru. Se kiku significa “udire”, kikoeru è “essere udibile”. Kikeru si usa anche per dire che si è avuta l’opportunità di sentire qualcosa.

みつやくんのこえ聞こえない。
Mitsuya-kun no koe kikoenai.
Non riesco a sentire la voce di Mitsuya. (lett. la voce di Mitsuya non è udibile)

りささんの新しい歌が聞けた。
Lisa san no atarashii uta ga kiketa.
Ho potuto (ho avuto l’opportunità di) sentire la nuova canzone di Lisa.

Aru

Per dire che qualcosa ha la possibilità di esistere si usa l’unione tra i verbi ある aru e 得る eru, cioè あり得る.
ありえる ha la stessa valenza di ある事ができる, ma quest’ultima costruzione non si usa.

あり得る si legge arieru, ma a volte anche ariuru. Anche se ha due possibili letture, la coniugazione di questo verbo prende solo la lettura ありえる: ho quindi ありえます ariEmasu, あり得ない ariEnai, ariemasen あり得ません, ariEta あり得た ecc.

そんな事はあり得ない。
Sonna koto wa arienai.
Quella situazione/quell’evento non può essere/non è possibile (lett. non può esistere).

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