Lezioni di Giapponese

44) Verbi: la forma piana e la forma cortese

二千二十年 十二月 十五日

こんにちは!

Dopo l’introduzione ai verbi della lezione 40, nella lezione di oggi vediamo le prime due forme base dei verbi: la forma piana, detta anche forma in U o forma da dizionario, e quella cortese, chiamata anche forma in I o forma in masu. Tutte e due sono forme affermative che esprimono un tempo presente o futuro, ma si differenziano per l’uso: la forma piana è informale e si usa con chi si è molto in confidenza, mentre la cortese è più rispettosa (è un po’ come dare del lei in italiano). Quando avete dubbi su quale forma usare, usate sempre la forma cortese.

Vediamo ora queste due forme.

La forma piana

La forma piana viene anche chiamata forma in U o forma da dizionario.
Questo perché tutti i verbi, quindi sia ichidan che godan che gli irregolari, in questa forma terminano con la lettera U ed è proprio scritti così che si trovano sul dizionario.

Esempi di verbi in forma piana sono:

  • taberu – mangiare (I)
  • kau – comprare (G)
  • miru – guardare (I)
  • kaeru – tornare (a casa) (G)
  • yomu – leggere (G)
  • neru – dormire (I)
  • okiru – alzarsi (I)
  • kaku – scrivere (G)
  • matsu – aspettare (G)
  • uru – vendere (G)
  • hairu – entrare/iscriversi (G)
  • suru – fare (irregolare)
  • kuru – venire (irregolare)

Come vedete terminano tutti in U. Accanto al significato vi ho messo la classificazione del verbo, quindi trovate (I) se ichidan e (G) se godan. Nella lezione 40 vi dicevo che se un verbo non termina in -eru o -iru è di sicuro godan, ma se invece termina in questo modo può essere sia ichidan che godan. Notate infatti che kaeru e hairu sono godan mentre miru e taberu sono ichidan.

Come detto prima, la forma piana si utilizza quando si parla in modo colloquiale, quindi con persone con cui siete in confidenza o con cui potete sbilanciarvi.

Inserito in una frase, il verbo in forma piana esprime un’azione nel presente o nel futuro.

Vediamo degli esempi.

さかな を 食べる (たべる)
sakana wo taberu
mangio il pesce (ma anche mangerò/mangi/mangeranno…)

テレビ を 見る (みる)
terebi wo miru
Guardo la tv

毎日 ぎゅうにゅう を のむ
mainichi gyuunyuu wo nomu
bevo il latte ogni giorno

この 本 を よむ
kono hon wo yomu
leggo questo libro

今日 たまご を かう
kyou tamago wo kau
oggi comprerò delle uova

Nota: vi ricordo che i verbi in giapponese non si coniugano a seconda della persona ma rimangono sempre uguali indipendentemente che il soggetto sia “io”, “tu”, “loro”, ecc.

La forma cortese

Allo stesso modo della forma piana, anche la cortese serve per esprimere un tempo presente o futuro, ma, come dice il nome stesso, è più cortese. Si usa quindi con persone con cui non si ha troppa confidenza o con le quali si deve portare rispetto.

Se per la forma piana il modo di coniugare è lo stesso per tutti i verbi, per la forma cortese le cose cambiano.

La forma cortese si costruisce sempre partendo dalla forma piana.

I verbi ichidan

Per questi verbi basta rimuovere la sillaba finale -ru e al suo posto metterci -masu. Quindi taberu diventa prima tabe togliendo -ru e poi tabemasu aggiungendo -masu. Gli esempi di prima allora diventano:

さかな を 食べます (たべます)
sakana wo tabemasu
mangio il pesce (ma anche mangerò/mangi/mangeranno…)

テレビ を 見ます (みます)
terebi wo mimasu
Guardo la tv

I verbi godan

Per i godan, invece che cadere tutta la sillaba finale del verbo, si rimuove solo la U e al suo posto si mette una I (da qui il nome di forma in I) + -masu (a volte chiamata anche forma in masu).
Ad esempio kau si trasfoma in kau + I + -masu = kaimasu.

毎日 ぎゅうにゅう を のみます
mainichi gyuunyuu wo nomimasu (nomu + I + -masu)
bevo il latte ogni giorno

この 本 を よみます
kono hon wo yomimasu (yomu + I + -masu)
leggo questo libro

今日 たまご を かいます
kyou tamago wo kaimasu (kau + I + -masu)
oggi comprerò delle uova

Alla fine la traduzione in italiano della forma piana e di quella cortese è la stessa, nella nostra lingua non abbiamo distinzioni di cortesia sulla coniugazione del verbo (per fortuna), ma è importante distinguerle in giapponese.

Attenzione che quando il verbo in forma piana termina in -su, togliendo la U e aggiungendo la I si ottiene SHI (abbastanza ovvio visto che la sillaba SI non c’è tra i kana). Lo stesso principio vale per i verbi che in forma piana terminano in -tsu: in forma cortese la sillaba diventa CHI, ad esempio tatsu (立つ alzarsi in piedi) in forma cortese diventa tachimasu.

Nota: se nel coniugare i verbi in forma cortese rimuoviamo la U e aggiungiamo la I fermandoci qui (senza aggiungere -masu insomma) quello che si ottiene nella maggior parte dei casi è un sostantivo. Ad esempio hanasu (parlare) trasformato in hanashi significa storia, discorso.

I verbi irregolari

I due verbi né ichidan né godan si trasformano così:

する suru diventaします shimasu

来る (くる) kuru diventa 来ます (きます) kimasu

Tutto chiaro fin qui? Se avete dubbi lasciate un commento o scrivetemi qui.

Ah, tutto quello che ho scritto in questo articolo vale per le frasi affermative o per le domande affermative (mangio la carne/mangi la carne?). Vedremo nella prossima lezione come ottenere la forma negativa (non mangio la carne).

Ciao!

2 thoughts on “44) Verbi: la forma piana e la forma cortese

  1. Ciao!

    Innanzitutto grazie per i tuoi articoli, ho iniziato recentemente a studiare un po’ di giapponese e il tuo blog mi aiuta molto!
    Volevo giusto fare una segnalazione.
    Nell’ esempio:

    毎日 ぎゅうにゅう を のむ
    mainichi gyuunyuu wo nomu
    compro il latte ogni giorno

    Il verbo qui non è bere? (quindi “Bevo il latte ogni giorno”
    Stessa cosa per l’esempio nella forma cortese (nomimasu).

    1. Ciao Mario,
      grazie della dritta. Probabilmente avevo pensato di fare l’esempio con “comprare” e poi a metà strada ho cambiato idea e mi sono persa ^.^
      Ora l’esempio è corretto. Comunque mi fa piacere che il mio sito ti sia utile, se trovi altri errori (e di sicuro ce ne saranno) fammi pure un fischio.
      In bocca al lupo e mi raccomando: がんばれ!

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