Lezioni di Giapponese

75) Mono e koto

二千二十一年九月二十一日

こんにちは みなさん!

Oggi affrontiamo un argomento di lessico: vediamo come dire “cosa/cose” in giapponese.

Nella lezione 44 abbiamo già visto che alcuni verbi, se li coniugate al presente cortese e rimuovete il -masu (cioè lasciate radice del verbo+I), diventano dei sostantivi. Al tempo avevo fatto l’esempio di hanasu, parlare, che diventa hanashi, storia/racconto. Questo non vale per tutti verbi, ma solo per alcuni.

Oggi vediamo un concetto simile, ma un po’ più specifico.

Mono

Pensate a quando in italiano diciamo “cose da mangiare” al posto di “cibo” o “cose da bere” al posto di “bevande”.

Le cose materiali tangibili, cioè che si possono toccare, in giapponese si traducono con 物 mono. In pratica si prende la radice di un verbo, ad esempio 食べ tabe (da 食べる taberu), e gli si attacca 物 mono. Se taberu vuol dire mangiare e mono cosa (tangibile), 食べ物 tabemono vuol dire cose da mangiare, cioè cibo. Altro esempio è 飲み物 nomimono, unione di nomi (da 飲む nomu) e 物 mono, cioè cose da bere/bevande.

Fate attenzione che se per i verbi ichidan, o verbi un ru, basta prendere la radice e attaccargli 物 mono, per i godan, o verbi in u, si parte dalla forma in -masu (o forma in I, o forma presente cortese), si toglie il -masu e poi si attacca il 物 mono. In altre parole per i godan si fa radice+I+物 mono. È il caso dell’esempio di prima nomImono.

Si può usare 物 mono anche senza affiancarlo ai verbi, sempre per esprimere il concetto di cose tangibili. Ad esempio

おいしい物が食べたい
Oishii mono ga tabetai
Vorrei mangiare qualcosa di buono (letteralmente le cose buone).

あの白い物はなんですか
Ano shiroi mono wa nan desu ka
Cos’è quella cosa bianca?

Koto 事

Se 物 mono si usa per le cose tangibili, cioè che si possono toccare, 事 koto significa sempre “cose”, ma in questo caso ci si riferisce a cose intangibili, cioè astratte. 事 Koto è qualcosa che non potete toccare, ad esempio un desiderio o un ricordo.

Se 物 mono si attacca alla forma in I dei verbi (radice +I), 事 koto invece si attacca alla forma in U (o forma piana presente), cioè al verbo base che trovate sul dizionario. Ad esempio hanasu+koto = hanasukoto significa “il parlare”, ci si riferisce quindi all’azione, che è astratta.

Tornando agli esempi di prima, se “nomimono” sono le bevande, nomikoto è quindi “il bere”.

Come per 物 mono, anche 事 koto si usa anche non accostato ai verbi, ad esempio

昨日の事はうれしい
Kinou no koto wa ureshii
Sono contento per ieri.

“Kinou no koto” letteralmente si traduce come “le cose di ieri”, ma, tenendo presente che koto sono cose intangibili, si può tradurre anche con “quello che è successo ieri”, o, più in generale, “tutto ciò che riguarda ieri”.

Se ci fate caso, nelle serie tv o in manga/anime, a volte quando un personaggio si dichiara non dice “X ga suki”, ma “X no koto ga suki”. In questo caso il personaggio, invece che dire semplicemente “mi piaci” intende “mi piacciono le cose intangibili di te”, cioè il carattere, la personalità e tutto ciò che la persona ha di astratto. Tradotto meglio potrebbe essere un “mi piace tutto di te”.

Fate attenzione che 好き suki si può usare solo con i sostantivi: se volessi dire che mi piace fare qualcosa ecco che dovrei sostantivizzare il verbo usando 事, perchè parlo di un’azione che è qualcosa di intangibile.

Ad esempio

りょうりする事が好き
Ryouri suru koto ga suki
Mi piace cucinare

Lo stesso vale per kirai, daisuki, daikirai, jouzu, heta ecc.

Nota: la particella の si usa per legare due sostantivi (kinou no koto), mentre se ho un verbo a cui legare 事 koto la particella の non va messa (ryouri suru koto, nomikoto, ecc).

Attenzione alle variazioni fonetiche

A volte per ragioni fonetiche, cioè per far suonare meglio la parola, la pronuncia di 事 può variare. Prendiamo ad esempio 仕事 shigoto, che sappiamo vuol dire lavoro. Shigoto non è altro che la composizione di shi (suru -> shimasu -> shi) + goto. In questo caso koto è diventato goto. Suru + koto sono letteralmente le cose da fare, che diventano una parola unica, shigoto, cioè il lavoro. Come abbiamo già visto nella lezione scorsa, shigoto suru è un verbo in suru e significa lavorare. Per trasformarlo nel concetto “il lavorare” basta accostare 事 koto al verbo lavorare cioè shigoto suru: si ottiene quindi “shigoto suru no koto”.

Anche per oggi abbiamo finito, se avete domande lasciate pure un commeno qui sotto.

またね!

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